L'IMPLANTOLOGIA e L'IMPIANTO DENTALE OSTEOINTEGRATO

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L'INTERVENTO DI IMPLANTOLOGIA

Come viene inserito l'impianto dentale e quanto dura l'intervento

Gli impianti dentali sono fatti come delle viti (o perni) e vengono avvitate nell'osso mascellare del paziente con degli appositi strumenti, proprio come delle viti, dopo avere praticato un piccolo foro. Tutte le tecniche interventistiche prevedono che l'impianto venga applicato facendo prima un foro nell'osso, detto pilota, a cui fa seguito il passaggio di una breve successione di frese che lo allargano progressivamente fino a raggiungere la dimensione auspicata. Non si va a fare il foro nell'osso direttamente del diametro auspicato ma si procede a partire da un piccolo foro per operare con una maggiore precisione e soprattutto si procede lentamente con frese di diametro vie via superiore per evitare di surriscaldare eccessivamente il sito e uccidere le cellule di tessuto osseo che invece servono vive per avviare il processo di osteointegrazione dell'impianto. Per evitare il surriscaldamento del sito implantare lo si irrora con una soluzione fisiologica durante la fresatura.

DIFFIDATE DUNQUE DI CHI METTE GLI IMPIANTI ALLA SVELTA magari praticando un solo foro con una sola fresa: manderà quasi sicuramente le cellule ossee in necrosi e il vostro impianto dentale non durerà a lungo.

Per applicare bene un impianto dentale che duri a lungo ci vuole il suo tempo ed occorre lavorare in un campo operatorio con una carica microbica più bassa possibile.

Sugli impianti vengono successivamente avvitati o cementati dei denti artificiali detti corone. Gli impianti appena inseriti si imperniano nell'osso per lo stesso principio di adesione delle viti, ossia il sistema di forze contrapposte che si formano attorno alle spire della filettatura. Il grado di adesione dell'impianto appena inserito nell'osso viene detto "stabilità primaria" ma non è quella stabilità a cui si punta nel medio periodo per sostenere gli elementi dentari artificiali (corone) che vi verranno applicate.  La stabilità a cui si tende è quella che deriva dal fenomeno biologico di Osteointegrazione (da qui il termine impianti osteointegrati). La superficie delle spire dell'impianto infatti viene mordenzata con appositi processi chimico fisici fino a farla diventare rugosa. Questa superficie irregolare va ad integrarsi con il tessuto osso, quasi a compenetrarsi con lo stesso fino a formare un corpo unico. Alla fine del periodo di guarigione biologica infatti, viene detto impianto osteointegrato. L'intervento di applicazione di ogni singolo impianto nell'osso dura circa mezz'ora, dopo di che si fanno in genere passare un paio di mesi prima di applicare la corona, periodo che serve all'impianto dentale di integrarsi nell'osso.

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GUARIGIONE DELL'IMPIANTO DENTALE

e tempi di osteointegrazione post intervento

Per tempi di guarigione si possono intendere essenzialmente due cose:

- il tempo che occorre alle mucose (alle gengive) per guarire ossia per assorbire lo stato infiammatorio dei tessuti e con essi gli eventuali gonfiori e gli edemi che si possono verificare in seguito all'intervento. I tempi di guarigione possono variare da pochi giorni (in genere quando si applica un solo impianto o due) a un paio di settimane per interventi particolarmente invasivi che riguardano un'intera arcata dentaria.

2) tempo che occorre all'impianto per osteointegrarsi ossia per completare quel processo di compenetrazione con l'osso al termine del quale l'impianto ha raggiunto la stabilità che occorre per applicarci sopra un dente artificiale (corona) che può essere in resina acrilica, di-silicato di litio, ceramica o metallo ceramica, ripristinando così il comfort, l’estetica e la sicurezza perdute.

In talune circostanze, quando durante l'applicazione dell'impianto lo stesso presenta una resistenza all'avvitamento > di un certo grado predeterminato, è auspicabile applicare subito il dente (la corona) provvisorio in resina prima che sia intervenuta la completa guarigione dell'osso perché questo, durante la masticazione, stimola l'osteointegrazione dell'impianto. In questi casi l'implantologia viene detta a carico immediato.

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E' DOLOROSO METTERE UN IMPIANTO?

L'anestesia funziona anche in caso di infiammazione acuta ?

Occorre innanzi tutto premettere che prima di qualsiasi manovra clinica che, a condizioni normali, può comportare dolore (quindi anche l'impianto dentale) viene sempre somministrata un'adeguata dose di anestetico locale, la cui applicazione in genere provoca un leggero formicolio o intorpidimento della parte anatomica fino a far scomparire del tutto la sensibilità. 

Le molecole di anestetico più recenti come la Mepivacaina, l'Articaina, la Bupivacaina, spesso unite a vasocostrittori come l'Adrenalina danno prova di una notevole efficacia nel blocco delle terminazioni nervose, dunque è sempre più inappropriato parlare di dolore in ogni manovra clinica odontoiatrica. Più che di dolore si può semmai parlare di fastidio dato dai rumori e dalle pressioni degli strumenti sulle varie parti anatomiche durante la manovra clinica. Si possono avvertire dei postumi, anche in termini di dolore e di fastidio, dopo l'intervento, al calare dell'effetto dell'anestesia, in genere facilmente controllabili con i più comuni analgesici.

Un odontoiatra accorto evita sempre di eseguire manovre cliniche sul paziente (e quindi anche inserire gli impianti) nelle parti anatomiche particolarmente infiammate e preferisce somministrare un trattamento antibiotico per alcuni giorni, rimandando l'intervento dopo la completa remissione della sintomatologia. Se si usano queste accortezze è davvero improbabile che possa insorgere una qualsiasi stato doloroso durante l'intervento dentale.

Sono in genere da evitare gli interventi di implantologia c.d. post-estrattiva, ossia immediatamente dopo l'estrazione dei denti, se gli alveoli post estrattivi sono particolarmente infetti, questo anche per ragioni legate alla effettiva possibilità di osteointegrazione dell'impianto.

 

POSTUMI DELL'INTERVENTO DENTALE

Possibili complicanze dell'implantologia dentale

L'intervento di implantologia è delicato ma di routine, nel senso che un implantologo esperto può svolgerne anche 20 alla settimana, dura in media 30 minuti per ogni impianto e, se realizzato da mani competenti, non provoca dolore e gonfiori che non siano facilmente controllabili con i farmaci più comuni.

Gli odontoiatri che operano in tecnica tradizionale praticano una piccola incisione sulla gengiva in corrispondenza della quale vanno a realizzare il foro dove verrà avvitato l'impianto ed a cui fanno seguito alcuni punti di sutura al termine dell'intervento. 

Gli odontoiatri più capaci e coscenziosi realizzano i fori nell'osso con frese ben affilate a basso numero di giri e utilizzando un'apposita soluzione fisiologica in modo da minimizzare l'impatto sull'osso mascellare. Gli odontoiatri più tecnologici utilizzano sofisticate tecniche di applicazione degli impianti computer guidate che, nella maggior parte dei casi, evitano l'incisione della gengiva e quindi i successivi punti di sutura.

Oltre all'abilità personale e alla preparazione è il numero di casi affrontati dall'Odontoiatra che fa una grande differenza tra un impianto messo bene ed uno messo male.

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GLI ODONTOIATRI IMPLANTOLOGI

- chi sono e di cosa si occupano -

Vengono chiamati così gli odontoiatri perfezionati in Implantologia o che hanno un master o una specializzazione in questa branca dell’odontoiatria. Sul piano colloquiale non vi è alcuna preclusione a che un Odontoiatra oggi si possa definire implantologo. Sul piano deontologico e professionale è quanto meno necessario che l’Odontoiatra sia un profondo conoscitore dell’implantologia sia per averla studiata sia per averla praticata nelle proprie esperienze professionali.  Alla Dental Clinique indichiamo come implantologi gli odontoiatri che hanno un master in implantologia oppure se hanno conseguito una specializzazione o infine se si sono perfezionati in implantologia. Questo significa avere approcciato da lungo tempo (almeno 10 anni) l’attività di implantologia e poter vantare un elevato numero di casi all’attivo in modo da garantire il paziente sul fatto che l’Odontoiatra selezionato per questa attività interventistica abbia una consolidata esperienza in materia.

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